Eraserhear #2 "Happy Birthday" w/ Coco Modo

ERASERHEAR 2: BUON COMPLEANNO MISTO MAME!

Buongiorno amici e amiche e amicu, in questa meravigliosa primavera 00185 festeggiamo il compleanno dei compleanni: il nostro.

Per questo i film (o meglio, i materiali audiovisivi) nel pamphlet di oggi non sono accomunati da nient’altro se non il loro avere un qualche collegamento con gli anniversari di nascita.

Enjoy

(Ndr: avrei anche voluto inserire “The birthday party” di Pinter ma purtroppo il teatro si ostina a essere sfuggente.)

CAPITOLO 1: HAPPY BIRTHDAY MR PRESIDENT

Apriamo questa sfilza di frammenti di film e serie tv con un filmato che non viene né da un film né da una serie tv.

La protagonista è Marylin e non ha bisogno di ulteriori presentazioni.

Neanche questo segmento in realtà avrebbe bisogno di una quasi ventenne che lo descrive in maniera leggermente didascalica, ma tant’è.

Citato e parodiato nei secoli dei secoli, l’originale risale al 1962 e il famoso mr president è nientemeno che John F. Kennedy.

Piccolo “problema”: era il 19 maggio e il compleanno del presidente non sarebbe stato che dieci giorni dopo.

Non è chiaro chi abbia deciso questa esibizione, se la star stessa, JFK, qualcuno del suo partito o qualcuno della stampa. I pettegolezzi di una relazione tra lei e il presidente giravano già da qualche mese.

A fare molto clamore e a incidere questo momento nella memoria collettiva fu anche il vestito della Monroe, opera del francese Jean Louis, che faceva sembrare che la star fosse nuda.

Insomma complimenti al marketing, Marylin ci manchi e ci fa piacere che la tua figura sia stata rivalutata nel corso degli anni, procediamo.

CAPITOLO 2: IL METRO DELLA VITA

Volo pindarico che mi fa molto ridere: andiamo a Nanni Moretti e al suo “Aprile”.

Siamo nel 1998, ma il film si apre con un ormai ectoplasmatico Emilio Fede che annuncia la vittoria di Berlusconi alle elezioni del 1994. Moretti riflette su sé stesso (come al solito), qui regista diviso tra il musical ( con protagonista un pasticcere trotzkista) e il film politico e tra la sua figura artistica e quella di padre.

Tra dovere e piacere, vi propongo la scena del compleanno di Moretti, in cui ognuno è libero di proiettare le proprie ansie e autoriflessioni.

CAPITOLO 3: THE BIRDS

Su Hitchcock grazie ai nostri amati francesi potrei farvi un pippone che inizierebbe in questa pagina e ne durerebbe 40. Grazie Truffaut, Bazin e compagnia bella per aver riscoperto questo amabile inglese in modo che ogni manuale di cinema avesse 40 pagine di più dedicate solo a lui (scherzo, ve se ama, però il decadentismo della mia generazione e del mio presente mi obbliga a lamentarmi della mia situazione in maniera pseudoironica anche se in realtà questo asset mi sta bene).

Comunque, “Uccelli”; 1963, prodotto dalla Universal (per definizione la “major dell’orrore”) è uno dei film più terrificanti che io abbia mai visto.

Sarà perché qui a roma l’idea di gabbiani che ti cavano gli occhi non sembra così lontana dalla realtà, sarà perché a Palermo avevo un amichetta che si faceva salire i piccioni addosso, ma a me i pennuti mettono un’ansia rara.

Comunque, la festa di Cathy che in teoria dovrebbe essere un ridente ambiente di flirt (più o meno, con qualche sguardo inquietante sulla nostra protagonista visto che ad alfredo Freud era piaciuto tantotanto) diventa letteralmente uno scenario in cui io svenirei. I gabbiani infatti cominciano ad attaccare i bambini e anche se la scena è molto divertente, è anche sconsigliata a chi soffre di ornitofobia.

CAPITOLO 4: BUON COMPLEANNO MR GRAPE!

Quando vidi questo film da piccola non capivo perché si chiamasse così. Un compleanno c’è e lo sentite, ma non mi sembrava così centrale per la storia da dare il titolo. In realtà lo è, il 18esimo compleanno di Arnie è una data simbolica, mentale, ma non per questo meno importante. In ogni caso, poi ho scoperto che il titolo originale era “What’s eating gilbert grape” e quindi niente, grande storia.

Il film è del 1993 ed è pieno di quelle che oggi diremo star: Johnny Depp, Juliette Lewis e un giovanissimissimo Leonardo Di Caprio (che venne candidato per la prima volta all’oscar. L’inizio di un meme).

Il film è bello. E’ la versione “per adulti” e decisamente meno di genere di “Monster house” (ditemi che non ha preso qualcosa da qui e io non vi crederò ma comunque quel film ha segnato una parte della mia infanzia quindi bella per lui e per la sua animazione che oggi fa un effetto super straniante perché molto probabilmente se hai visto il film da piccolo lo ricordavi in una definizione molto più alta) per certi versi.

La cosa che fa molto ridere di questo film veramente straziante è che il regista, svedese, prima di trasferirsi negli USA faceva i video degli ABBA.

CAPITOLO 5: TANTI AUGURI MARTIN

L'unica vera concorrente della Pixar-Disney, produttrice anche di capolavori come Shrek oltre che a questo memorabile madagascar (e sequels, inutile anche dirlo).

Fondata da Spielberg e altri cognomi meno conosciuti (Spielberg tradisce il suo amore per la disney, ma per ciò vi rimandiamo alla puntata di maggio spoilerssssssssss). Tra gli altri cognomi meno conosciuti abbiamo un disegnatore della disney (ex) e quello di una casa discografica. Tra i finanziatori il cofondatore di Microsoft. Insomma, una vera squad.

E niente ora è parte di uno di quei conglomerati complicatissimi che hanno qualcosa a che fare con la viacom ma anche con la universal e insomma quelle cose in cui hai la tentazione di fare un diagramma con tutti i collegamenti ma poi dici “tanto si comprerà tutto la disney tra qualche anno è lavoro sprecato”.

Wikipedia mi dice inoltre che non facevano/fanno solo li cartoni ma hanno prodotto anche roba tipo “American Beauty”, “Salvate il soldato Ryan” e altri film di SS, “Sweeney Todd”, “Ghost in the Shell”, “1917” e “il processo ai chicago 7” quindi ok dreamworks scusa my bad ma io ti ricordavo solo nei titoli di testa di Madagascar, Shrek e Il gatto col cappello.

Le mie dispense per un esame per cui dovrei decisamente studiare dicono che il progetto di Spielberg è la versione 2.0 della Zoetrope di Coppola, un pelino più duratura e riuscita a livello economico.

Sul film cosa vi devo dire? Se siete della mia generazione lo avete visto e niente prima sarei stata sicura che chi avrebbe letto questo non sarebbe mai potuto essere della mia generazione ma ora ho vent’anni non sono più un enfant prodige e insomma turbe mie, che divertente madagascar.

Ah hanno fatto tanti spinoff sui pinguini, cosa che io ritengo giusta. Sono carini i pinguini. Bravi. Ah e nel 2005 venne attaccato a bestia dagli animalisti italiani.

Niente, questo capitolo è finito.

CAPITOLO 6: I THOUGHT WE HAD THE SAME BIRTHDAY

E fanno il loro ingresso in Eraserhear: LE SERIE TV!

Cominciamo con una delle sitcom più amate dell’ultimo decennio.

The office, la copia americana!

Il buono di The office (qui parlerò del format in generale perché sono sicura che la versione UK ha molti dei meriti di quella USA ma io ho visto solo quella USA e quindi niente) è che è riuscita a porta una sitcom con un umorismo diverso, basato su quello che oggi chiameremmo cringe.

E il cringe, oggi, funziona a stecca.

Sarebbe bello provare a chiudere Michael (piccola nota a pié di pagina ogni volta che rileggo Michael leggo Michel and I blame Godard for it) e Valerio Lundini in una stanza.

Grandi, quelli di the office.

Niente bello lo stile documentaristico, belli i personaggi, belli tutti i meme creati da questa serie, grazie prime video (se ci vuoi pagare siamo contenti no non è vero non lo so devo ancora sviluppare un’idea sul rapporto con i soldi).

CAPITOLO 7: HAPPY BIRTHDAY DEAR ROCKY!

Il Rocky horror picture show non è un musical, è IL MUSICAL.

E’ l’eccezione, forse insieme a Dancer in the Dark, che qualsiasi cinefilo non particolarmente ottimista fa quando dice che non gli piacciono i musical.

E’ un mito, un simbolo, una religione. C’è un cinema a New York che ancora lo proietta ogni sera e generazioni e generazioni lo sanno a memoria.

E’ strambo e bellissimo e Tim Curry è uno degli amori della mia vita in questo film (uno dei motivi per cui non ho voluto guardare una seconda volta “Mamma ho perso l’aereo” è che vederlo come maggiordomo mi smontava questa immagine di lui).

Se non avete visto questo film, poche storie: DOVETE VEDERLO.

E’ veramente uno dei miei film preferiti, quindi ne riparleremo sicuramente.

Per ora basta dire che è il compleanno di Rocky anche perché è la sua data di nascita e che il pasto che viene servito alla cena di compleanno, dall’atmosfera leggermente tesa, è a dir poco peculiare...

CAPITOLO 8: HAROLD E MAUDE

Una delle commedie meglio invecchiate e più famose del panorama statunitense, citata e ricitata, parodizzata fino allo stremo, signori e signore ecco a voi: Harold e Maude.

La commedia esce sulla scia della Hollywood Renaissance (di cui ricordiamo Easy Rider, Il laureato, Gangster story) e unisce perfettamente modalità più o meno classiche a temi decisamente meno classici e rivolti a un pubblico (anche se in questo caso sembra un stonatura) ringiovanito.

Se non avete visto il film, questa scena è quasi lo spoiler più grande che vi potevo fare ma dato che noi cinefili mica guardiamo i film per intrattenerci cavoli vostri.

Maude compie 80 anni e decide di festeggiarli suicidandosi, visto che secondo lei è un’età adatta per morire.

Un classico finale tragico alla New Hollywood in cui muoiono tutti oppure si perdono nella noia o altro: e invece no, il diciottenne Harold schianta una macchina nuova su una scogliera e ritrova l’amore per la vita!

Viva l’ottimismo degli anni ‘70 che gradualmente la smettterà di criticare la società americana (qui troviamo ancora qualche elemento) per poi portarci a Star Wars aka il film su cui gli americani si facevano le pippe e vedendo il quale potevano pensare di aver vinto tutte le guerre possibili e immaginabili senza far morire nessuno dei protagonisti!

CAPITOLO 9: RAGAZZO DI CAMPAGNA.

I lombardi, che popolo accogliente e gioviale!

Questo film sembra scritto seguendo passo passo un manuale di sceneggiatura, solo che in più ha uno dei protagonisti più antipatici della storia del cinema.

Il frammento che vi portiamo è il cosiddetto “incidente scatenante” Artemio si rende conto di avere 40 anni e decide di spostarsi a Milano dalla campagna.

No, non vi consiglio di vedere questo film. Ma il mondo è bello perché è vario e come tutti i cinefili a cui un minimo piacciono i registi i cui cognomi finiscono in “w(v)sky” (Tarkovsky, Kieslowski, Jodorowsky) ho il terrore di sembrare snob e antipopolare.

Il film fa comunque record di ascolti ogni volta che passa in televisione, quindi bella per Pozzetto e compagnia.

CAPITOLO 10: BUON COMPLEANNO BETTY BOOP!

Ah i cari vecchi fratelli Fleischer, quando ancora il codice Hays non calcolava più di tanto l’animazione e Biancaneve e i sette nani (oltretutto ispirato alla reinterpretazione della favola proprio da parte di Betty Boop) non aveva ancora solcato gli schermi e monopolizzato un mondo intero.

La cara Betty Boop, ispirata a Clara Bow, ebbe vita breve: eppure è rimasta un simbolo.

Più come brand che come personaggio, ma c’est la vie babe.

CAPITOLO 11: Friends, 07x14

Il caro vecchio Friends!

Friends ha 300 cose su cui avremmo da ridire, ma alla fine ci piace.

Ormai super brandizzato, rimane comunque una delle pietre miliari della storia della televisione. Si, tra poco faranno la reunion.

Si, deluderà probabilmente tutti i fan.

Ma di nuovo: c’est la vie babe!
(Eh si, abbiamo da ridire che allo scoccare dei 30 anni Rachel si preoccupi di non essere sposata e di non avere i figli e ci turba molto ciò ma stiamo molto attenti a notare ciò che poi ci accusano di cancel culture e aaaaaah paura)

CAPITOLO 11: HARRY SEI UN MAGO

Chi di noi non ha aspettato la letterina di Hogwarts al compimento degli 11 anni? Io si. E anche quelle delle scuole che prendevano più tardi perché giustamente pensavo che Hogwarts fosse solo per i britannici e che sicuramente la scuola di magia italiana era più lenta.

E invece nulla. Che ci volete fare ero ancora più palermitana che romana e non ero sicura di amare la cosa.

Comunque, il primo harry potter: l’inizio di tutto.

E’ risaputo che l’unico film registicamente degno di nota sia il terzo, almeno quanto il fatto che se questi film ancora campano è per il valore affettivo di cui le persone li hanno rivestiti. Non mi voglio introdurre più a fondo nel mondo di Harry Potter perché è uno dei fandom più fedeli che esistano, con una mitologia tanto salda da inquietare.

CAPITOLO 12: SIGNS

Fantascienza e attoroni (Mel Gibson e Joaquin Pohenix) e un regista indiano naturalizzato statunitense ( M. Night Shyamalan, si lo stesso de “Il sesto senso").

Questo film non riesce a superare (ma chi ci potrebbe riuscire) il “vedo la gente morta” ma è comunque una visione godibile.

Nella clip sonora un meraviglioso compleanno brasiliano con sorpresa aliena.

Ora è su Disney plus (lol).

CAPITOLO 13: LA GRANDE BELLEZZA

Io non amo Sorrentino.

Ecco, l’ho detto. Rinchiudetemi in uno stereotipo.

Ma a me sto film non mi è piaciuto. (Se mi ascoltasse il tutor del seminario di critica mi spezzerebbe le ditine).

Ciò non vuol dire che non possa coglierne la poesia (vedi signor tutor, grazie) e la maestria.

Questa scena è girata benissimo, è una presentazione di personaggio perfetta, riesce immediatamente a creare un immaginario preciso e è riuscita perfino a far tornare in voga la Carrà.

CAPITOLO 14: 8 ½

Questa scena non c’entra niente con i compleanni.

Ma è il mio programma quindi mi prendo un minimo di licenza artistica.

Ho scelto questo frammento perché in qualche modo che non so spiegare mi fa pensare a Misto Mame, alla vita, al cambiamento.

Quindi si, ha qualcosa in comune con l’invecchiare.

8 e ½ è uno dei film più belli della storia del cinema. E’ uno di quei film che ti lacera il cuore.

Ma, lasciatemi essere sdolcinata, non c’è cicatrice migliore di quella che ti può lasciare Fellini.

#cinema #compleanno #filmz